Dalle macerie

Nella vita da adulti si arriva ad avere delle credenze che strutturano le abitudini, le relazioni e addirittura il modo di essere. Sentiamo dire “Cosa ci posso fare, questo è il mio carattere”, come ci fosse qualcosa in noi che dopo i trent’anni non si modifica più. Pare proprio di aver vissuto tutto, sul lavoro, nelle relazioni amorose, per i posti del mondo visitati, per le competenze apprese che fanno di noi dei professionisti, per il vino bevuto e i cibi assaggiati. Insomma nel grafico cartesiano della nostra esistenza la linea di crescita ha subito un appiattimento per cui all’aumentare dei valori di “x” (gli anni trascorsi su questa terra) i valori di “y” (l’evoluzione personale, la scoperta, i nuovi apprendimenti, la curiosità) rimangono costanti. Siamo arrivati su un altipiano, piattissimo, abbastanza tranquillo e noioso.
Poi però accade che qualcosa ci ricorda che sotto la crosta della nostra epidermide, il magma dei sentimenti e delle passioni non ha smesso di pulsare e si manifesta nei modi più disparati e dirompenti. Esplode la nostra consapevolezza mandando in frantumi tutto ciò che avevamo costruito. 
Ci si innamora. Ci si innamora delle esperienze di vita che non avevano più sapore. Ci si innamora di parti rinnegate di se stessi. Dell’essere vivi, ancora, nonostante l’età. (Ma qual è l’età del troppo tardi e del troppo presto?)
E’ il momento in cui non si torna indietro e intorno restano macerie. E’ il momento di costruire e ricostruire senza scuse e zone d’ombra. Di dare un nome chiaro alle emozioni e sentimenti diradando la nebbia delle ambiguità. E’ l’ora di diventare grandi a prescindere dall’età. Di affrontare con coraggio tutte le disconferme di questa esistenza.
Il tempo dà ragione a ciò che è realmente importante e i comportamenti aiutano il tempo a crearci il senso tangibile delle nostre (sensibili) esistenze.
Restano macerie

Restano macerie fumanti
attorno ai due amanti
che a sabati alterni si guardano
per andare avanti.

Una vita di sfide e poesia
indietro solo silenzi,
grida e ipocrisia

Una vita che vive di magia
tra chi ostenta il dolore
come forma di bugia

La rivalsa non ha sostanza e
non porta all'essenza.
La vita non migliora
con la parola senza.

Restano figli tremanti,
curiosi e armati di cuori pesanti
che a sabati alterni crescono
fuggendo più avanti

Una vita con vista panoramica
impara il respiro e mettilo da parte
Una vita nonostante chi attacca
perché non sa lasciarsi
e andare via

Non è importante quello che senti
Ma ciò che costruisci o 
distruggi con i tuoi comportamenti

La rivalsa non ha sostanza e
non porta all'essenza.
La vita non migliora
con la parola senza.

La rivalsa non ha,
la rivalsa non ha,
la rivalsa non ha sostanza.

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