Arti e urti è nata più di dodici anni fa.
Il testo è contorto e giocoso. Tutto basato su due consonanti: “r” e “t”. Poco fluide e molto spigolose.
L’armonia è in minore e si muove cromaticamente verso il basso.
Ho immaginato o sognato un uomo e una donna seduti su un divano in un tardo pomeriggio di una domenica di maggio.
L’uomo imbraccia una chitarra acustica di scarsa qualità; capelli corti, appena brizzolati. La donna, capelli lunghi raccolti dietro, con sorriso divertito e gioioso tiene tra le mai due fogli e una matita, iniziando a scrivere per gioco qualche parola.
L’uomo la guarda come un pesce lesso, distogliendo spesso gli occhi dalla chitarra. Intona passaggi melodici sulle corde e strimpella qualche parola.
Tra sguardi estatici e occhi di latte, compongono una strofa e un ritornello con suoni lunghi e teneramente epici.
La donna annota convinta ogni parola. L’uomo la incita a cantare anche se non ne ha l’abitudine.
La cantano insieme all’unisono.
Si guardano stupiti, alla fine, di essere in grado di cambiare il mondo in quella stanza, in una primavera tardiva.
Lascia un commento