31esima caduta

Il Giappone a Bologna
Fiori bianchi e rosa, sui rami, a dirci che le stagioni non le fermano le epidemie, le guerre e i nostri tristi pensieri. E ora se senti il vuoto intorno è forse bisogno di ritrovare qualcuno con cui fiorire. L'inverno ha fatto il vuoto come ogni inverno che fa il suo mestiere. Il vuoto è importante anche nell'angoscia che crea, c'è bisogno di spazio e per aggiungere qualcosa o qualcuno. 
Il vuoto, l'inverno, la tristezza, la guerra, l'angoscia, l'ansia, la solitudine, le malattie, non sono ragioni sufficienti per non rialzarsi ancora. Lo fanno i fiori, fiorendo. Lo fanno da millenni gli umani. Non siamo ancora evaporati, siamo ancora umani, siamo perciò in grado di rialzarci dopo l'ennesima caduta.
31esima caduta

Tanti i punti sul foglio
che vivono senza essere parola.
Tante identità,
senza età e senza denti.
Riprendo la penna
dopo la trentesima caduta.
Riprendi il largo
che in mezzo al mare si sta
meglio.

L’onda su cui dondola il da farsi
non ha piedi, non ha radici.
Non ha un punto sulla mappa, 
solo una direzione
che non conosciamo,
che non conosciamo.

Resisto al piacere di far cadere
di nuovo ogni alba creativa,
imbalsamandoci nel
frenetico quotidiano.

Sai quanto manchiamo a noi stessi
se piangiamo i nostri figli mancati.
So che il non, non esiste
come le orme su bagnasciuga
di un centro commerciale.

L’onda su cui dondola il da farsi
agita il vento, agita i nostri remi.
Non ha un oggi sulla mappa.
Attende solo
la nostra direzione,
nostra direzione,
nostra direzione.


Riprendo la penna
dopo la trentunesima caduta.

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